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Sul tetto brina luccicante, lascia il segno di una notte fredda appena trascorsa. Salgo in auto. Il motore gira pigro. La radio si accende. Non mi va la spengo e abbasso un pochino il finestrino per sentire la musica naturale dei cinguettii. La macchina indica 5°. Il sole scalderà, o così almeno spero. Nelle campagne il termometro segna 3°. Quasi ho il dubbio se mettermi la tuta.
Arrivo a casa. La città mi accoglie in un abbraccio più caldo. Mentre pian piano il sole sale all’orizzonte lottando per schiarire questo cielo blu. I palazzi, colorati dall’alba, hanno un vena romantica. Ed ogni cosa sembra più bella. La voglia di moto sale. Manca ancora un’ora alla preparazione, meglio, mi rilasso. Trovo il tempo di scattare qualche foto. Il sole bacia la città.
Si muove ancora tutto lentamente. Unici indaffarati dei netturbini. Il tempo scorre piano. Vedo amici sul forum in fibrillazione. E’ ora di prepararsi e correre al ritrovo. Il motore ronza freddo. Forse sa che ora può prendersela con calma. Il duro lavoro lo attenderà più tardi. L’aria è fresca. Più che fresca. Primo incontro.
Fox, Fra, Sek e Brianza mi aspettano. Tanto sorridenti quanto assonnati. In me c’è una strana sensazione di appagamento per qualcosa che ancora non è successo. E’ strano. Come se si riuscisse a godere di qualcosa che ancora non è cominciato. Anche questo è il fascino di fare un giro in compagnia. Chicco messaggia “ ci vediamo a San Zenone”. Mente locale su chi attendere, piccolo giro di ricognizione se alcuni possano essersi messi in altro luogo circostante, e poi via.
Tangenziale e poi autostrada. Il traffico è poco. Ma comunque presente. I km passano freschi e veloci. Secondo Incontro. Area di sosta. Subito notiamo delle moto parcheggiate. Bigcm, Saintz, e Danya ci attendono. Nel frattempo arriva Chicco. Poi subito dopo arrivano Mack, Chill, Corsaro e Basilio. Subito alcuni cercano di rovinare la programmazione dilungandosi in estenuanti caffè. All’appello presenziano 13 persone. Si parte per Fiorenzuola. Il gruppone scorre ordinato sulle tre corsie della A1. Fuori dall’autostrada ci attendono Dado, Zauro e Fera. Presentazioni, battute, due foto e si parte. Trovo per magia la mitica strada fra le campagne. Lunghi dritti e curve ad angolo retto. Faccio strada. Ogni volta che mi giro indietro vedo uno spettacolo. Un serpentone di moto che segue. La strada prosegue verso le colline. Le curve iniziano. Qui il gruppo inizia a sgranarsi. Gli apripista, a ritmo sostenuto, salgono danzando ritmicamente sulle curve. Quasi simultaneamente. Il gruppo in mezzo di buon passo segue leggermente distaccato e poi poco dietro i novizi. Ogni tanto il gruppo si riunisce, per poi ripartire.
Purtroppo le strade da belle e pulite diventano rovinate e ridotte male. Ed il piacere scende. Ci si ferma a Bardi per un caffè. Subito i primi sorrisi e i primi commenti. Chi come Fra si lamenta delle gomme. Chi come Fox rovescia birre. Chi come Mack si mette in un angolo e chiama la morosa. Dado ci spiega le differenze tra moglie e morose. Chi come Danya decide di stare con noi fino a pranzo e chi come Fera e Bigcm si toccano e si palpano ricordandosi vicendevolmente di portare la vaselina per Honderrando. Alcuni schifati si allontanano.
Si riparte. Da Bardi a Borgotaro. E qui la storia si fa seria. Il trio sbk composto da Bigcm, Fera e Saintz ha l’argento vivo addosso. Nelle retrovie Fra fa da mentore. Abbandonata l’ascia di guerra, da bravo manzo guida i novizi indicando a gesti anche le più piccole imperfezioni dell’asfalto. Sek lo guarda stupito cercando di non farsi assalire dall’ansia che questi continui gesti gli fanno venire. Il gruppo centrale è capitanato da Corsaro che a tratti risulta imprendibile a tratti causa sonnolenza. Chicco risale alcune posizioni, mentre risuona nella valle lo scarico lo scarico di Fox che annulla qualsiasi altro rumore. Il ritmo di questo gruppo aumenta e narrano di alleggerimenti di anteriore per le manate di gas in ogni uscita di curva. Insomma anche qui non si scherza.
Partito in fondo al gruppo, Saintz a manate di gas raggiunge le prime posizioni qui trova Fera che comanda il gruppo dei primi e Bigcm che lo pressa ad ogni staccata, ormai sembra un monomarca. Saintz, suona la carica con il suo super scarico rumorosissimo e attende il momento adatto per la zampata, subito vicini Zauro e Mack che guardano in maniera interessata. I primi scappano. Giunti al culmine del Passo una foto è d’obbligo. I primi che arrivano iniziano a litigare. Bigcm lamenta a Fera una scarsa percorrenza di curva. Fera minaccia Bigcm di ritornare giù. Saintz sornione ride. I due bambini proseguono nelle loro discussioni e via via arrivano gli altri. Tutti sorridenti. Molto sorridenti. Foto. A guardar bene il paesaggio è da mozzare il fiato. Colline aperte, vallate verdi e fiumi brillanti che scendono verso il mare. Appezzamenti di terreno lavorati delle mani stanche di qualche contadino. Il cielo è di un azzurro intenso. Limpido. Sembra schiacciare con la sua immensità questo piccolo paradiso verde. Gli occhi sono colmi. Come una polaroid, istantaneo è il piacere, ma lungo sarà il ricordo. Ma è ora di una ripartenza. Direzione Borgo Val di Taro e poi Roccaprebalza.
La discesa verso Borgotaro è effettuata con slancio. Qui la strada è pulita ma ricca di dossi. Cosa che a qualcuno da fastidio ad altri piace tremendamente. Si passa da boschi a discese ardite in aperte vallate. Ci si immette tutt’insieme sulla SS del Centocroci , nella parte finale, per poi svoltare a destra verso Berceto. La strada sulle prime è sporca e tortuosa, tutta un saliscendi continuo, ma dopo aver incrociato la Autostrada della Cisa si apre un nuovo scenario. Curvoni da affrontare a velocità sostenute. E davanti per il gruppo di pazzi è così. Filari di alberi scorrono veloci. E il profumo di lontane grigliate fa salire la fame. Giunti a Berceto, per le piccole vie del centro, ci facciamo ammirare come fossimo in una parata. Ora senza perdere tempo a mangiare al Passo della Cisa. Panini o focacce per tutti. Chiacchere, battute, foto e leit motiv della coppia Bigcm-Fera continui riferimenti ai loro rapporti omo. Danya, Corsaro e Basilio a breve svolteranno direzione autostrada per il rientro. Ci avvisano di un posto di blocco dove vengono fermati Sek, famoso per il suo foglio rosa, e il Mack per le sue scintillanti ohlins e per la giacca da spogliarellista. Un tocco e gli esplodeva la cerniera. Il gruppo attende. Mentre c’è chi scommette sulla pena per il Sek i due arrivano sorridenti. Anche stavolta il maledetto Sek ce l’ha fatta. Meglio così.
Si scende a Mignegno. Alcuni riforniscono altri salutano. Bigcm e Fera si appartano nelle colline piacentine. Ora siamo in dieci, e il passo del Brattello è il prossimo nostro obbiettivo. Ma prima di ripartire situazione thriller. Chicco ha il dado del cannotto di sterzo che si avvita a mani nude. L’ansia lo stravolge. Gira esagitato alla ricerca di una chiave del 28. Fra tira fuori una lucente chiave grossa. Ma attenzione. E’ una 27. Come un duro gioco del destino per la lotta per la lucidità o la follia mentale, il fato si prende gioco di Chicco. Ma la psiche vince sempre sul braccio. Ormai con fare sommesso si mette nelle retrovie.
Tra curve scivolose, frane e ghiaietto i temerari rimasti si inerpicano fino al passo per poi scendere a Borgotaro per poi prendere in direzione Bedonia. Il Passo del Tomarlo è qui vicino. Gli animi carichi si contrappongono a fisici provati. La tensione nel gestire situazioni limite fiacca il corpo duramente. Ma come spesso succede giunti all’Anzola il vero eroe tira fuori la grinta inaspettata. Il più grintoso è Saintz ormai soprannominato il “segugio mannaro”. Mentre Chicco e Ciko aumentano il passo si parlano via inerfono di ciò che succede alle loro spalle. Ma in un attimo, con la determinazione e la freddezza di un killer si toglie del fardello di secondi accumulati recupera e stacca prima Zauro e poi Chicco che pur ringalluzzito dal tracciato rimane intontito dal sorpasso subito. Non scherza e gli sbarbati lo hanno capito.
Chicco avvisa Ciko del sopraggiungere del guerreggiante Saintz. Negli specchietti appare il segugio mannaro e come adesivo non ci si staccherà più. Il Tomarlo è sempre il Tomarlo. E lo è per tutti. Per chi lo affronta con calma e per chi ha il sangue che ribolle. Tutti sorridenti e soddisfatti. Ormai è ora di rientrare. Lo si fa dalla ss 654. Che prima da soddisfazioni e poi delude profondamente. Solo ghiaia. Dalla strada della Val Nure si arriva a Piacenza dove poi i più si saluteranno con la promessa di vedersi alla prossima cavalcata. Ormai le statali sono dritte. Ma comunque interessanti per le belle cascine ristrutturate e gli scorci con il sole che cala. Ormai abbiamo davanti il casello. Scendiamo. Ci si saluta. Tutti stanchi e soddisfatti. Un attimo in cui si ripercorrono momenti vissuti in questa lunga giornata.
Un film di un secondo fa nascere un sorriso e una promessa nel cuore e nella mente. I brianzoli si fermano per l’ultimo saluto. Sek ammira le sue tremende pieghe giornaliere, mentre lo sfatto Brianza, con la sua atleticità di settantenne, pensa se il gsrx sia ancora la scelta migliore. Arrivederci su queste e altre strade. |